| Sara's profileLaitakaupungin valot - L...PhotosBlogLists | Help |
Laitakaupungin valot - Luci della periferiaAndare lontano, da tutto ciò che è centro, che è vivibile, che è "dove vanno tutti" |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
le tane dei miei amici, e i blog di persone col cervello che vale la pena visitare
|
(tranquilli, non è una malattia)
July 04 Welcome backOggi, a Bologna, il canto delle cicale è una cascata che piove da tetti e grondaie, su strade che si addormentano, deserte. July 03 FeritoCaro Nico,
oggi ti ho chiamato, per fare quattro chiacchiere in un momento di noia, non certo con secondi fini nè con l'intenzione di rimproverarti nulla. Mi hai detto che non stavi granchè bene, ti ho chiesto se era un cattivo momento e volevi richiamarmi. Mi hai detto di sì. Poi mi hai richiamato, mi hai inizialmente fatto parlare e poi sei tornato sui tuoi passi "no, io devo farti un discorso di un altro tipo". Molto bene, vai avanti. "Mi dispiace per quello che c'è stato tra noi". Il mio sopracciglio svettava verso altezze siderali, cosa intendi dire? "Mi dispiace, perchè allora stavo male, avevo solo bisogno di qualcuno che mi stesse accanto, e ti ringrazio.... Mi dispiace per quello che c'è stato...contrariamente a quello che ci eravamo detti, non voglio portare avanti neanche un'amicizia". D'accordo, se cambi idea mandami un messaggio, ho risposto io, accondiscendente quanto perplessa. Click, fine della chiamata. Le esitazioni, le pause. La durezza sbrigativa di un animale ferito. So che sei stato male, che sei depresso. Forse vuoi tagliare con il tuo passato. Ma diciamolo francamente, che rilettura idiota che hai dato della nostra storia. Certo, cazzo, è umano che tu avessi bisogno di qualcuno, come ne avevo bisogno io. E allora? Che ti ho fatto perchè tu non voglia la mia amicizia, quando a chiedere di lasciarci sei stato tu? Solo perchè ti ricordo un passato in cui tu sguazzavi nella depressione? E io che ne posso? Credi che ne uscirai tagliando me, i tuoi amici, il tuo passato, fuori dalla tua vita. La voce esitante in modo innaturale che mi ha risposto al telefono oggi mi dice di no, poi vedi tu. Non fraintendere questo sfogo, se mai lo leggerai, ho ben altro da fare che pensare anche solo lontanamente a riaprire la nostra storia. E per quanto riguarda allora, tu mi hai dato molto più di quanto non creda, non capisco perchè cazzo devi sentirti in colpa. Piantala con le seghe mentali, ok? Non ero la compagna per te, eri in un brutto momento, e allora? Non devi sentirti in colpa! E non capisco perchè tra l'altro io devo incarnare una sofferenza che viene tutta da dentro te stesso. Proietta il tuo dolore sulle cose che lo meritano, invece di sparare a zero su chi ti offre amicizia! Che poi, diciamo la verità, si sarebbe trattato di quattro chiacchiere, mica di essere amiconi per la pelle che si pettinano i capelli a vicenda (per citare Mariapia)! Bah, fai come vuoi. Se questa è la terapia che stai seguendo, mi lascia molto scettica. June 29 errata corrige a cura di Daniel Briggs (grazie iso karhu!)Se semini un illusione Innaffiata col tuo amore E l’acqua della costanza Produrrà in te un fiore Il suo odore, il suo calore Ti sposterà quando qualcosa va male Se semini un ideale Nella terra del forse E lo paghi con l’invidia Ti sarà difficile iniziare. Se la cattiveria Nella tua anima gettasse radici E che la mia luce sia con te Allora la vita è un giardino Dove il buono e il male Si confondono diventano umani Non si può sempre saper scegliere E se ti senti perduto Con i tuoi occhi non devi guardare. Fallo con gli occhi della tua anima. E troverai la calma Tu rosa dei venti sarai Se semini un’amicizia Amorevolmente piantala E nutrila con pazienza Potala con la verità E trapiantala con fede Ci vorrà del tempo perché cresca Se ti ubriacherai di passione E non raffredderai il tuo cuore Forse balbetteranno i tuoi sensi Parlerà soltanto il calore e non la ragione È saggio contare fino a dieci tanto perchè oggi sono in vena di citazioni canore.
Le corde dell'arpa, nel petto, vibrano in un cenno di assensoIL SUONATORE JONES
In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità, a me ricordava la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa. Sentivo la mia terra vibrare di suoni, era il mio cuore e allora perché coltivarla ancora, come pensarla migliore. Libertà l'ho vista dormire nei campi coltivati a cielo e denaro, a cielo ed amore, protetta da un filo spinato. Libertà l'ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco. E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare. Finii con i campi alle ortiche finii con un flauto spezzato e un ridere rauco ricordi tanti e nemmeno un rimpianto. June 28 En attendant GodotSono astratta persino dalle mie stesse astrazioni.
Mi sembra tutto davvero surreale in questi giorni, accadono cose inaspettate al momento inaspettato (è anche un modo dell'Universo per costringermi a riordinare casa..?), partono persone, ne risento altre dopo un tempo che pare essere stato secolare.
Attendo di aver finito questi esami, attendo il mio mese di libertà e poi la partenza. Attendo Godot, che non arriverà mai a chiarire il mistero delle nostre esistenze ingarbugliate, come fili cuciti a punto croce da un ubriaco (il vicino di casa si affaccia ogni giorno, a quest'ora, a torso nudo dalla finestra, sembra Ulisse con la barba nera e i capelli ricci alla greca, e sbatte un lenzuolo azzurro).
Ci sono cose di cui mi dovrei pentire e di cui invece non riesco a pentirmi. Ci sono ostacoli che credevo di aver superato, e invece mi rendo conto che ritornano, solo in forma diversa. Se volessi fissare in termini assoluti, diciamo in un romanzo, una massima di vita, direi che l'uomo ha un numero ben delimitato di debolezze finite per ogni sua vita, e sempre quelle dovrà combattere, come un Ercole contro i mostri mandati da Giunone. è ovviamente tutto molto più complicato di così, ma quando galleggi nelle astrazioni ti trovi a godere del paragone letterario, a rubare dal Parnaso barattoli di marmellata.
Sospendo il giudizio su tutto, ho troppe domande che vanno in direzione opposta. Agire secondo l'istinto, e secondo coscienza. Pregando che le due cose vadano a braccetto, altrimenti c'è da impiccarsi.
"C'impiccheremo domani. A meno che Godot non venga". "E se viene?" "Saremo salvati".
June 20 The party's overEccomi, con una nausea da cinema ma tanta soddisfazione. Finalmente la festa è stata fatta, grazie a tutti voi (un po' meno a chi mi ha scritto sulle chiappe con l'indelebile, ma non temete, so che siete stati voi e so dove abitate), grazie al tempo che è stato clemente fino alla mattina dopo (pare che ieri sia stato l'unico buco di bel tempo in mezzo a due giorni di piogge più o meno continue e/o improvvise!), grazie a chi mi ha fatto gli auguri. Ora ho un'età che comincia per due. Fico. Stamane mi sono svegliata, credo più o meno presto, in un letto in cui non ricordo di essere arrivata (ma almeno era il mio :-p), a fianco a Val, con il quale è partita una raffica di cazzate, che sono il metodo migliore per non sboccare. Poi si sono svegliati Maria ed Emanuele, e Mariapia (Chiara, molestata nel suo sonno dalla nostra improvvisa energia, ha battuto in ritirata ed è tornata a dormire).
Maria ed Emanuele sono andati via, e poco dopo io, Mariapia e Val siamo usciti per andare da McDonald's... Sì, Val voleva delle patatine Vertigo. E io mi sono lamentata perchè gli italiani non sanno fare il caffè lungo. Poi è partita anche Mariapia, che torna a casa per il referendum.
Tornata a casa ho pulito, rimuovendo dalla teglia della farinata strati di bruciato che avrebbero potuto essere usati come corazza da battaglia. Guardo solo con tristezza la scrivania, che è fuori sotto la pioggia e finchè o Chiara o Kristine non si alzano non potrò portarla dentro. Sento un brivido di tristezza impotente.
Ora che ho la cucina e le idee in ordine mi invade la tristezza. Maria è partita, torna a Roma e poi parte per la Tunisia, e poi per la Sicilia...questo vuol dire che non la vedrò più fino a febbraio. Fino a febbraio, capite?
Per me non è una cosa nuova separarmi dagli amici, per carità. Solo che avrei voluto farlo in un altro modo. Avrei voluto non bere tanto da crollare su un letto, avrei voluto celebrare l'arrivederci in modo diverso, parlare tutta la notte, fare un'ultima passeggiata tra i vicoli di Bologna...
Ma per quanti fronzoli e quante procrastinazioni ci si possa mettere, una separazione è una separazione.
Marii, mi mancherai. Mi manchi già, te l'ho scritto. Sarà dura arrivare fino a febbraio senza di te, che hai una grinta fenomenale e quel calore tutto romano che a me manca. Sarà dura pensare che non mi abbracci all'improvviso e non mi chiami "Fil". Sarà dura veramente non poter andare al cinema con te, scendendo alla fermata sbagliata, per vedere però uno stupendo nido di rondine.
Sarà dura non avere il tuo aiuto e non darti il mio. Mi ero abituata ad averti come coinquilina, a cucinare per te e a ricevere in cambio quell'abbraccio, stupendomi sempre: tanta gratitudine per così poco.
Ti voglio bene. Ti voglio bene. Ti voglio bene. Arrivederci, bella, al prossimo anno. |
i miei libri preferiti
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|